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Come fai sbagli

Il giovedì alle 23:00

 

Serie tv (6 puntate)

Paese e anno:
Italia 2015
Regia:  Riccardo Donna, Tiziana Aristarco
Cast:  Enrico Ianniello, Caterina Guzzanti, Daniele Pecci, Francesca Inaudi, Sofia Panizzi, Teo Achille Caprio, Giuseppe Spata, Miriam Guaiana, Lucy Gentili, Gisella Burinato, Marco Bonini,  Valentina D’Agostino, Giorgia Cardaci, Luca Scapparone, Andrea Pannofino, Gianluca Gobbi, Emanuela Rossi e con Massimo Ciavarro, Tullio Solenghi, Loretta Goggi

 

Come fai sbagli mette a confronto due modelli educativi opposti, attraverso il ritratto di due coppie di genitori d’oggi. Gli uni si oppongono al tipo di educazione severa ricevuta, gli altri ne riproducono il modello. I primi si preoccupano costantemente della felicità dei propri figli, i secondi dai figli esigono innanzitutto il rispetto. Due modelli che abbiamo scelto di estremizzare per descrivere, attraverso dubbi, conflitti, contraddizioni, le innumerevoli situazioni con le quali i genitori moderni sono costretti a confrontarsi. Con risvolti inevitabilmente comici e paradossali”.


Le protagoniste della serie sono due famiglie. Una è composta da una figlia di un primo matrimonio e un bambino della nuova coppia formata da Walter Spinelli (Daniele Pecci) e Valeria Spinelli (Francesca Inaudi). L’altra è classica: Laura (Caterina Guzzanti) e Paolo Piccardo (Enrico Ianniello), fidanzati a diciotto anni, sposati  in chiesa, tre figli. Da un po’ di tempo agli Spinelli succede una cosa che li turba. Guardano le altre famiglie, gli altri genitori, e si chiedono se non abbiano ricette migliori delle loro per quel che riguarda l’educazione dei figli. Quando Zoe (Sofia Panizzi) era ancora una bambina e Diego (Teo Achille Caprio)  appena nato questo non accadeva: erano convinti di ciò che facevano, delle loro capacità di ascolto, di comprensione e di apertura mentale. L’esempio personale, la coerenza, l’affettività erano il concime che spargevano nel giardino della loro famiglia. Tutte cose assenti nell'educazione ricevuta e che loro pongono al centro del rapporto con i figli.

Poi  Zoe è diventata un’adolescente: quell’età nomade e disorganizzata in cui le porte delle camere sbattono e i ragazzi passano dall’euforia alla cupezza in un nanosecondo, dall’ira funesta al pianto a dirotto, dalla prosopopea all’insicurezza, dall’inappetenza all’abbuffata. E i genitori sono per contratto ‘insensibili, stupidi, pallosi e accollosi’ in una parola: è tutta colpa loro. Da quel momento Walter e Valeria si sentono dentro una barca che naviga a vista e spesso rischia di esser travolta dai marosi e per questo si chiedono se tutto quell’ascolto non sia troppo, tutta quella comprensione non sia sbagliata… vorrebbero mettere dei limiti, delle regole, dei paletti, ma quando lo fanno non sono in grado di mantenerli e quei paletti vengono rapidamente sradicati, le regole aggirate e tutto torna come prima.  Walter e Valeria Spinelli cercano di far bene, si interrogano continuamente su come far bene, ma cambiano spesso idea e tutto questo bene rischia a volte di diventare una matassa aggrovigliata che nessuno riesce a sbrogliare.

Laura e Paolo Piccardo invece non aggrovigliano mai nulla. E non hanno dubbi sull’educazione che impartiscono ai loro figli. La stessa che hanno ricevuto dai genitori e che, a occhio e croce, ha dato  buoni frutti. Paolo si è laureato e adesso è un quadro dirigenziale di una industria di caminetti e arredo del calore, la Prometeo Calor s.r.l, mentre Laura si occupa della casa e ha tirato su i tre figli nella fede cristiana e nel rispetto del prossimo, valori non sempre commerciati ai giorni odierni. Hanno una casa confortevole e ordinata e malgrado la lavatrice straripi sempre di panni, nei cassetti di Paolo non mancano mai due dozzine di camicie stirate e inamidate.  

Nei cassetti degli Spinelli invece è tutto aggrovigliato negli armadi nessuno ha mai fatto il cambio di stagione e i cappotti stanno accanto ai costumi da bagno. Quando vedono gli Spinelli uscire da casa, Laura e Paolo Piccardo li osservano con un misto di diffidenza e compatimento.

Anche Laura e Paolo hanno i loro problemi con gli adolescenti di casa, sia chiaro. Giulio (Giuseppe Spata), il maggiore, ad esempio è decisamente meno determinato di come sognava il padre e Irene (Miriam Guaiana), da quando frequenta la scuola pubblica ed è diventata amica di Zoe Spinelli, ha cominciato a mostrare qualche cenno di sbandamento  e  Chiara (Lucy Gentili), la più piccola, è pronta a riservare qualche sorpresa, ma nell’insieme tutto sembra procedere tranquillamente… "Tra noi e loro non c’è niente in comune…", direbbero gli uni degli altri. Ma non è vero. Ambedue le famiglie hanno al loro interno dei figli adolescenti e sono proprio loro a creare un inevitabile legame.  Gli Spinelli pensano che sotto la spocchia dei Piccardo si celino dei piccolo-borghesi e i Piccardo che sotto i modi da intellettuali degli Spinelli si celino dei mezzi falliti.  E in ognuno si rafforza la convinzione che il proprio metodo educativo sia il migliore.

Lo scenario si arricchisce poi di una terza famiglia che si  installa al numero 8 tra il villino degli Spinelli e quello dei Piccardo, nella casa che era della signora Evelina (Gisella Burinato): Oscar (Marco Bonini) e Sonia Pagnozzi (Valentina D’Agostino), specchio deformato delle altre due e della nostra società. Rappresentativi di una fascia sociale che ha raggiunto il benessere non attraverso lunghi e defatiganti studi o apprendistati, ma grazie alla propria determinazione, forza e spregiudicatezza; sempre con un piede di qua e uno di là sul confine tra legalità e illegalità con la convinzione che sia il confine  (e non il loro piede) che va spostato ‘per il bene del paese’ e per favorire la crescita.



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