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Cenerentola

Miniserie (puntate accorpate)

Regia:
Christian Duguay
Paese e anno: Italia, 2011
Cast: Vanessa Hessler, Flavio Parenti, Natalia Wörner, Ruth-Maria Kubitschek), Natalia Worner, Giulia Andò, Elisa di Eusanio, Carlotta Natoli, Frank Crudele, Ilaria Spada, Massimo Poggio, Hary Prinz


Cenerentola, la più grande storia d’amore mai raccontata, riprende vita nella splendente cornice della Dolce Vita romana degli anni ’50...


Cenerentola è una delle favole più antiche e popolari del mondo. Il racconto mette in scena un archetipo profondo che ha toccato e tocca qualcosa di universalmente presente nell’animo umano: la paura di essere rifiutati e il desiderio collegato di essere amati e di accettati per quello che si è.


Il volto di Cenerentola è quello giovane e bellissimo di Vanessa Hessler, circondata da attori italiani e tedeschi di grande bravura: Flavio Parenti, nel ruolo di Sebastian, Ruth-Maria Kubitschek (Mrs. Cooper), Natalia Worner (la matrigna Irene), Giulia Andò ed Elisa di Eusanio nel ruolo delle perfide sorelle Lucia e Teresina, Carlotta Natoli, Frank Crudele, Ilaria Spada, Massimo Poggio e Hary Prinz.


Questa Cenerentola è innanzitutto l’incontro di due grandi sistemi mitologici: da un lato quello della favola con tutti i suoi topoi: le sorellastre e la matrigna, la fata madrina, il vestito della madre stracciato prima del ballo, l’abito bianco e tempestato di luce, la carrozza, il ballo, la fuga a mezzanotte,  la scarpetta e ovviamente il principe azzurro. Dall’altro la mitologia del grande cinema degli anni ’50, in un’atmosfera da Vacanze Romane, con un sapiente gioco di citazioni.
La storia è giocata su una narrazione stratificata: in prima battuta la semplicità del racconto, capace di parlare anche ai bambini, poi il gioco delle citazioni dalle diverse versioni della favola stessa, a quelle cinematografiche, infine uno scavo rispetto al senso profondo della fiaba e un lavoro di attualizzazione. In Cenerentola si è voluto lavorare innanzitutto sul racconto di formazione e il superamento di quelle fragilità psicologiche che impediscono di realizzare la propria felicità emotiva e il proprio talento.
Nella storia sia Cenerentola-Aurora che il Principe Sebastian devono attraversare un percorso di crescita e grazie anche all’aiuto dell’altro non trovano solo la fiducia in se stessi e il vero amore, ma recuperano anche la propria vocazione: lei per la musica, lui per la scrittura. C’è poi la complessità di superare un lutto e di recuperare in se stessi l’eredità fertile dei propri genitori, dal momento che il talento pianistico di Aurora le deriva dal padre e dalla madre.
Cenerentola è inoltre una favola della maternità. Nella favola tradizionale c’è una madre amorevole che muore prematuramente e c’è una matrigna, una cattiva madre, che impedisce a Cenerentola di sbocciare alla vita. C’è infine una madre magica, la Fata Madrina. Questa relazione matrilineare è stata conservata ed esaltata dalla sceneggiatura che ha trasformato la Fata Madrina in una nonna sconosciuta e poi ritrovata, che cerca di riconquistare e di meritare l’affetto della nipotina.

La fiction è realizzata dalla Lux Vide per Rai Fiction, in coproduzione con la Germania e la Francia. La regia è affidata al canadese Christian Duguay, che ha già diretto per Lux Vide Coco Chanel, Sant'Agostino e Sotto il cielo di Roma. La sceneggiatura è di Agatha Dominik e Lea Tafuri. I costumi sono di Maurizio Millenotti (nomination all'Oscar per Otello e Amleto).

 

 

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