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Mai per amore

La violenza sulle donne non è solo un problema delle Donne. È la forma più odiosa di negazione del progresso, della libertà, della cittadinanza. I confini di questa violenza travalicano da sempre i confini delle nazioni e delle civiltà, manifestandosi con una trasversalità di tempi, luoghi e culture.
Ciò che rende oggi il fenomeno particolarmente drammatico e la sua diffusione crescente è il ritardo, anche nelle società più avanzate, a cogliere la gravità di una vera e propria emergenza sociale e politica. Violenza domestica, violenza sessuale, stupro, stalking, tratta, prostituzione forzata: sono tutti termini entrati a fare parte del linguaggio comune ma che spesso restano solo parole e non suscitano ancora un vero e proprio dibattito sulle cause profonde di ciò che avviene quotidianamente per le strade e all’interno delle nostre case.
Molti non vogliono vedere le radici antiche, profondamente ancorate alla nostra educazione, che portano ancora oggi a giustificare questa violenza sulle donne.

MAI PER AMORE è una collana televisiva che vuole indagare in profondità proprio i temi legati a questa violenza, cercando di scoprire le ragioni, le cause, le aberrazioni mentali, le distorsioni, che portano ancora oggi a considerare le donne, troppo spesso, solo corpi da usare, sottomettere e violentare.

Il ciclo di tv movie prende il nome dal brano Mai per amore, scritto e cantato da Gianna Nannini, che farà anche da colonna sonora, ed è prodotto da Claudia Mori per la Ciao Ragazzi.

Nei quattro episodi di MAI PER AMORE si vuole raccontare almeno una parte di queste violenze, cercando anche di penetrare, per quanto possibile, nella mente di chi queste violenze perpetua: l’uomo. I quattro film di cui si compone la collana sono:


TROPPO AMORE
– Regia di Liliana Cavani con Antonia Liskova e Massimo Poggio.

Una storia di stalking in cui l’amore diventa ossessione. Protagonisti del tv movie Antonia Liskova nei panni di Livia, una ragazza come tante, e di Umberto, interpretato da Massimo Poggio, un affascinante quarantenne. Tra loro nasce un grande affetto, ma a poco a poco l'amore di Umberto diventa eccessivo e morboso, impadronendosi così della vita di Livia, e inaugurando una spirale di violenza domestica.


RAGAZZE IN WEB - Regia di Marco Pontecorvo con Carolina Crescentini e Francesca Inaudi.

La convivenza tra Claudia e Silvia, due studentesse ventenni che si dividono un appartamento, nasconde un segreto.
Il segreto riguarda Claudia, che, avendo alle spalle una famiglia modesta, ha trovato un sistema spiccio e trasgressivo per rendersi autonoma economicamente, vendendo la sua immagine di bella ragazza senza veli sul web. Quando scopre la verità, Silvia, che invece ha alle spalle una famiglia benestante, dapprima ne rimane scandalizzata, ma poi, a poco a poco, sceglie la stessa strada della coinquilina, illudendosi che quello possa essere il modo più semplice per rendersi indipendente. Le due ragazze diventano complici.
Claudia stabilisce una sua regola personale, una soglia da non oltrepassare, che impone anche a Silvia: mai confondere la vita virtuale con quella reale. Presto però, Silvia si pente della sua scelta e rompe l’amicizia con Claudia, che nel frattempo si rivela sensibile alla corte di un suo ardente ammiratore. Le lunghe chiacchierate notturne via web, con le telecamere accese che mostrano all’uno il volto dell’altra, cementano una confidenza e un’attrazione sempre più intense. Claudia commette l’errore di incontrare il suo ammiratore. Il gioco ormai non è più gioco e ben presto cambierà inevitabilmente le esistenze delle due ragazze, fino ad arrivare ad un epilogo a sorpresa per entrambe.Il tema trattato in questo episodio è quello della violenza e della pericolosità della rete, che spesso viene sottovalutata, soprattutto dai più giovani.


LA FUGA DI TERESA
- Regia di Margarethe Von Trotta con Stefania Rocca e Alessio Boni.


Teresa, sedicenne, che da due anni studia in un collegio all'estero, non riesce a rassegnarsi al suicidio della madre Laura, come invece sembra fare Stefano, suo padre, medico stimato e benvoluto nel suo ambiente, che per quanto addolorato individua nella depressione della moglie la causa del suo gesto. Per conoscere la verità, Teresa deve scavare nella sua memoria, ma soprattutto sapere cosa sia successo a sua madre che, dopo aver abbandonato una brillante carriera manageriale, ha passato due anni in un volontario isolamento.


HELENA E GLORY
- Regia di Marco Pontecorvo con Barbora Bobulova e Thomas Trabacchi.

La storia di un’amicizia tra due donne, un’amicizia nata nel duro mondo della prostituzione e cementata nei momenti più difficili, quando offrire un aiuto può significare mettere a rischio la propria vita.Le due ragazze non potrebbero essere più diverse: una, Glory, è una donna esuberante con l’allegria e la musica nel sangue; l’altra, Helena, è una giovane rumena chiusa e diffidente, segnata dal tradimento di un uomo che le ha spezzato il cuore, lasciandola senza speranze.
Glory è una prostituta libera, venuta in Italia per guadagnare in fretta dei soldi (ha un debito al suo paese e dei familiari da mantenere);  Helena è vittima del racket della prostituzione del quale fa parte il suo ex-fidanzato.Glory frequenta una comunità solidale di sue connazionali; Helena è sola.Eppure le due donne hanno qualcosa di essenziale in comune: il coraggio di ribellarsi.
Helena, che delle due è la vera protagonista della storia, soffre di un profondo conflitto interiore: il suo aguzzino e sfruttatore, Cristian, è anche il padre del suo bambino. Per riconquistare la libertà e la propria identità di donna, Helena, aiutata da Glory, dovrà affrontare innumerevoli vicissitudini e sofferenze. La libertà che ricerca Helena è anche e soprattutto una libertà mentale, che le permetta di essere finalmente padrona della sua vita e del suo futuro

 

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