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Voci notturne

Miniserie TV
Genere Horror, thriller
Titolo originale Voci notturne
Paese Italia
Anno 1995 
Ideatore Pupi Avati
Regia Fabrizio Laurenti
Sceneggiatura Pupi Avati

Interpreti e personaggi
Massimo Bonetti: Carlo Morlisi, Lorenzo Flaherty: Stefano Baldi, Carolina Rosi: Silvia, Jason Robards III: Mario Fedrigo, Mary Sellers: Greta Folger Bloom, Cesare Barbetti: Michele Fiorenza, Valeria Fabrizi: Matilde Fiorenza, Bruno Corazzari: Trevi, Cesare Gelli: Acciai, Andrea Scorzoni: Andrea, Stefania Rocca: fidanzata di Andrea, Arnaldo Ninchi: Pagani, Dario Casalini: Ronnie McCormick, Stefano Accorsi: Rinaldo, Mauro Marino: Febbi, Clelia Bernacchi: vicina della Valover, Emanuela Carcano: esperta calendari romani, Silvia Cohen: fidanzata di Morlisi, Carlo Cosolo: il tecnico del suono, Enio Drovandi: intercettatore telefonate, Marco Guadagno: sacerdote, Claudia Lawrence: Elena Valover, Antonio Maimone: avvocato dei Fiorenza, Michael Oberfield: prete americano ucciso, Eleonora Pariante: governante dei Fiorenza, Ezio Prosperi: portiere casa Valover, Renzo Rinaldi: il senatore Dolci, Massimo Sarchielli: professore di musicologia, Ciro Scalera: medico legale, David Showalter: agente americano, Marco Siciliano: avvocato del sen. Dolci, Peter Soderberg: EP, Sofia Spada: Lucia
 

Viene ritrovato il cadavere di un giovane annegato nel Tevere. L'indagine di polizia per accertare l'identità del morto e le modalità del decesso (non si capisce all'inizio se si tratti di suicidio od omicidio) s'intreccia a una torbida storia di scandali e corruzione che ha implicato, oltre al padre del giovane annegato, alcuni politici e magistrati. Il procuratore incaricato delle indagini sospetta che la morte di Giacomo Fiorenza (questo il nome del defunto, anche se in tutta la vicenda ci sono dubbi che il cadavere ritrovato sul greto del Tevere sia proprio il suo) sia una rappresaglia da parte di personaggi potenti implicati nello scandalo; di diversa opinione Stefano, il miglior amico di Giacomo, come lui studente di architettura, che sospetta trattarsi in realtà di un vero e proprio sacrificio umano celebrato da una setta esoterica.
Questa tesi è accreditata anche dal fatto che si scopre dagli esami autoptici che Giacomo è stato legato prima di morire e gli è stato spalmato il garum, una salsa liquida dell'epoca dei Cesari; inoltre nello stomaco gli vengono trovati alcuni semi di silfio, pianta ormai estinta che in passato era utilizzata per le esigenze più disparate, mediche e non.
Alla vicenda poliziesca, complicata da un'indagine portata avanti negli Stati Uniti da un investigatore privato, Fedrigo, incaricato dal Consolato italiano a Saint Louis di rintracciare Emily Cohen, la ragazza americana di Giacomo, si aggiunge la trama esoterica: questa ruota attorno a due figure misteriose, la ricca e affascinante Maria Valover, che negli anni Trenta e Quaranta era al centro di un gruppo di artisti e intellettuali, e il suo amante Norberto Sinisgalli, studente di architettura negli anni prima della seconda guerra mondiale e appassionato di esoterismo.
Giacomo e Stefano erano arrivati al Sinisgalli ritrovando casualmente alcune sue carte in un ripostiglio della Facoltà di Architettura: una vasta documentazione legata a riti magico-religiosi della Roma arcaica, celebrati annualmente dal pontifex maximus sul ponte Sublicio, il più antico ponte di Roma. I riti culminavano nel sacrificio di alcuni prigionieri di guerra, legati e gettati nel Tevere per ingraziarsi gli dei. Proprio dalle carte del Sinisgalli era nata la ricerca che conducevano insieme i due studenti, e Stefano si rende conto ben presto che sapere di Sinisgalli e delle sue ricerche è estremamente pericoloso.
Sinisgalli infatti, durante la guerra, ha carpito la fiducia di ricche famiglie ebraiche, facendosi intestare i loro beni con la promessa di restituirli dopo la vittoria degli alleati; gli ebrei benestanti si fidavano di lui perché era anch'egli di discendenza ebraica, ma venivano regolarmente denunciati ai nazisti e deportati nei lager. Questo consente a Sinisgalli di accumulare un'enorme fortuna; le tracce di questo personaggio si perdono però poco prima che gli alleati entrino a Roma. Le voci più diverse circolano sul suo destino: ucciso per vendetta, fuggito all'estero, o forse ancora in Italia sotto falso nome, coperto da un'identità comprata con le sue ricchezze. Qualcuno sospetta addirittura che sia entrato in politica e oggi ricopra una carica prestigiosa.

 

 

 

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